FOODCONS

mangiare in modo consapevole

Impatto ambientale delle nostre scelte alimentari

Le nostre società stanno attraversando un momento di transizione da un’epoca di abbondanza della disponibilità di cibo a una situazione di scarsità.

È ormai sempre più chiaro che in questo nuovo periodo storico, secondo le illuminanti parole di Lester Brown è [1]il cibo è importante come il petrolio e il terreno agricolo è prezioso come l’oro”.

La situazione ambientale planetaria, sottoposta alle crescenti pressioni di un’umanità in crescita numerica e di un modello economico consumistico e predatorio, sta raggiungendo livelli di evidente insostenibilità.

Con l'abbattimento delle foreste tropicali, lo sfruttamento dei terreni marginali e l'uso di tecniche intensive in zone ecologicamente sensibili l'agricoltura e la zootecnia intensive sono divenute le principali minacce ambientali per la biosfera. Già oggi l'agricoltura occupa una notevole percentuale della superficie terrestre (il 38% della superficie delle terre emerse libere da ghiacci) e sta distruggendo habitat e biodiversità, consumando risorse idriche (l'irrigazione è responsabile del 70% del consumo totale di acqua dolce), inquinando fiumi e oceani, oltre ad emettere con la zootecnia una quantità di gas serra molto più elevata di ogni altra attività umana.

E’ ormai evidente che per garantire la salute a lungo termine del Pianeta si deve ridurre drasticamente l'impatto negativo dell'agricoltura intensiva, ridurre il consumo delle risorse naturali, trasformare i mercati e modificare i nostri stili di vita.

Il sistema alimentare mondiale deve affrontare tre grandi sfide e tra loro connesse:

  • garantire un'alimentazione adeguata agli oltre 7 miliardi di persone che attualmente vivono sul Pianeta (oltre un miliardo soffre ancora di fame cronica);
  • garantire un'alimentazione adeguata agli oltre 2 miliardi di persone che si aggiungeranno nei prossimi 30 anni;
  • e raggiungere entrambi gli obiettivi in maniera sostenibile sotto il profilo ambientale ed equo dal punto di vista sociale e dei diritti.

La nostra alimentazione influenza il futuro della nostra stessa sopravvivenza su questo Pianeta.

Un sistema alimentare come quello odierno basato sui combustibili fossili, sui comportamenti di spreco, sull’inquinamento e il sovrasfruttamento delle risorse, che si è evoluto e radicato nelle società occidentali industrializzate, non è più un modello proponibile, né per i paesi che l’hanno creato, né per quelli che hanno cercato e stanno cercando di imitarlo.

Eppure le nostre società continuano a vivere in un sistema culturale basato sul perseguimento di una continua crescita, materiale e quantitativa, e su modelli di uso delle risorse basati sul sovraconsumo, con il risultato di pesanti effetti deteriori di tipo economico, sociale ed ambientale.

Oggi abbiamo la possibilità concreta di impostare un nuovo modello alimentare ed economico che finalmente metta al centro la natura e l’essere umano e fornisca il giusto riconoscimento a un capitale di risorse che non è sostituibile, e che costituisce la base fondamentale del nostro “benessere”.

Un’alimentazione sostenibile prevede, infatti, il consumo di cibo nutrizionalmente sano, con una bassa impronta in termini di uso di suolo e di risorse idriche impiegate, con basse emissioni di carbonio e azoto, attento alla conservazione della biodiversità e degli ecosistemi, ricco di cibi locali e tradizionali, equo e accessibile per tutti.

Nonostante i notevoli avanzamenti dell’agricoltura negli ultimi trent’anni, appare evidente come gli attuali sistemi alimentari continuino ad essere in larga parte insostenibili.

La globalizzazione ha diminuito l’attenzione verso la sostenibilità a favore dell’intensificazione e dell’industrializzazione dei sistemi agricoli e di distribuzione. L’aumento vertiginoso della produzione globalizzata di alimenti non ha tuttavia portato miglioramenti a livello globale in campo nutrizionale. Il risultato sconcertante è che oggi, per la prima volta nella storia, il numero di persone denutrite è arrivato ad oltre un miliardo e al contempo l’obesità, e i disturbi cronici ad essa associati, hanno raggiunto cifre analoghe. Se si associano questi dati all’allarmante rapidità con cui gli ecosistemi si stanno deteriorando e la biodiversità si sta perdendo, un riesame delle diete risulta imprescindibile.

I sistemi di produzione e consumo alimentare attuali dovranno, quindi, subire delle radicali trasformazioni, puntando sulla consapevolezza di tutti gli attori coinvolti, sull’incremento di domanda e offerta di alimenti salubri, rispettosi dell’ambiente, poco elaborati dal punto di vista industriale e coltivati nelle zone di provenienza tradizionale, nel rispetto della biodiversità, delle risorse disponibili e delle culture locali.

FOODCONS permette di correggere abitudini alimentari ad elevato impatto ambientale indirizzando l’utente verso scelte di consumo più sostenibili e costituisce anche un prototipo per sviluppare altri modelli di valutazione di impatto ambientale.

[1] Fonte: “9 miliardi di posti a tavola. La nuova geopolitica della scarsità di cibo” di Lester Brown, ed. a cura di Gianfranco Bologna, WWF Italia, Edizioni Ambiente, Ottobre 2012.

 

Per questa area tematica i partner sono:

WWF ITALIA ONG-ONLUS - www.wwf.it
Referente del progetto: Ennio Merlini - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Referente del progetto: Eva Alessi - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

CREA - Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria - http://nut.entecra.it - http://www.crea.gov.it
Referente del progetto: Dott.ssa Aida Turrini – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Referente del progetto: Dott.ssa Marika Ferrari - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.